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Ossigeno attivo igienizzante mutlifunzionale

Il perossido di idrogeno, noto anche come acqua ossigenata o ossigeno attivo, è il più semplice dei perossidi. La sua formula chimica è H2O2. Fu sintetizzato per la prima volta nel 1818 da Louis Jacques Thénard.

Agente ad alto potere igienizzante. Utilizzato in vari campi dal quello medico all’uso quotidiano nelle abitazioni.

La sua semplice formula permette il dissolversi in acqua con concentrazioni che variano dal 35% al 50%. L’ossigeno attivo è un forte ossidante, più potente rispetto al cloro, reagisce molto velocemente disintegrandosi in ossigeno e in acqua, senza lasciare sottoprodotti.  Il meccanismo di sanificazione è basato sul rilascio di radicali liberi di ossigeno:

H2O2 -> H2O + O2

I radicali liberi dell’ossigeno (O2) vanno ad interagire decomponendo gli agenti inquinanti ed elimina le proteine tramite l’ossidazione.

APPLICAZIONI

L’ossigeno attivo è un potentissimo agente efficace per ripulire a fondo piscine, pavimenti, superfici, mani e non solo

Queste sue capacità sanitizzanti lo rendono utile in vari campi:

  • in quello medico, nella prevenzione dell’infezioni derivate da piccoli tagli, escoriazioni e piccole bruciature e  nella sterilizzazione di strumenti chirurgici e sale operatorie
  • in quello cosmetico: come agente sbiancante dei capelli  (in questo caso, occorre mescolarla con idrossido d’ammonio, l’effetto sui capelli è conosciuto anche come biondo ossigenato) e come agente sbiancante dei denti (mescolata a bicarbonato di sodio e sale, cloruro di sodio,  per ottenere un dentifricio fatto in casa) e come prodotto anti-acne.
  • in quello industriale: nell’industria cartiera, rappresenta un prodotto per lo sbiancamento di cellulosa e carta; nell’industria tessile, rappresenta un prodotto per lo sbiancamento di indumenti; e nel settore di depurazione delle acque, è un agente ossidante che elimina alcune impurità che possono ritrovarsi nell’acqua.
  • in quello della pulizia degli ambienti: disinfettante per le superfici lavabili della casa, con particolare riferimento alle maniglie delle porte e delle finestre ed ai sanitari.

Per tale motivo l’acqua ossigenata può essere considerata un rimedio multiuso utile da portare con sé in viaggio, nel caso in cui vi sia la necessità di igienizzare la propria pelle o l’ambiente in cui ci si trova.

Pulitori Piscina

Introduzione pulitori piscina

La pulizia della piscina è tra le operazioni più importanti e allo stesso tempo delicate per tutti coloro che possiedono una di queste oasi di relax e divertimento. Infatti le piscine hanno un sistema di filtrazione che consente di trattenere lo sporco in sospensione nell’acqua, ma spesso è difficile, se non impossibile, eliminare ciò che cade sul fondo. Per questa operazione ci vengono in aiuto i pulitori piscina. Ne esistono tre tipologie fondamentali: i più semplici pulitori a batteria, i pulitori automatici idraulici e i pulitori elettronici o robot.

Pulitori a Batteria

Questo tipo offre la possibilità di pulire e microfiltrare l’acqua specialmente delle piscine di piccole dimensioni e delle spa e vasche idomassaggio. Questi modelli di pulitori sono dotati di una valvola che blocca i residui non appena vengono aspirati, mentre rimuovono lo sporco e i detriti rimasti sul fondo questo viene aspirato e microfiltrato. Sono economici e pratici da usare, inoltre si possono utilizzare anche con delle batterie ricaricabili.

Pulitori automatici idraulici

I pulitori piscina idraulici hanno solo una parte in movimento e sono una scelta ideale per piccole piscine interrate o fuori terra. Sono facili da usare perché si attaccano allo skimmer esistente o alla porta di aspirazione dedicata.
Inoltre questi modelli funzionanpulitori-idraulicio quando la pompa è in funzione sfruttando il sistema idraulico della piscina. Raccolgono la sporcizia e i detriti e li depositano nel sistema di filtraggio del gruppo filtrante. Questa categoria di accessori sono generalmente piuttosto economici, perchè offrono tutte le caratteristiche di base per effettuare la pulizia.

Robot Pulitori

I pulitori automatici elettronici raccolgono tutto lo sporco e i detriti della piscina in un sacco contenuto all’interno dell’apparecchio stesso che va cambiato quando pieno. Hanno un’alimentazione standard da 220 V e non coinvolgono il sistema di filtraggio o lo skimmer di
superficie, si comportano come pilitori-automaticoun vero e proprio filtro secondario. Sono più costosi perciò rispetto ai pulitori idraulici. I robot pulitori non solo raccolgono foglie e detriti vari dal fondo ma ottengono dei risultati altrimenti impossibili con le classiche operazioni manuali. Può effettuare la pulizia di giorno e/o di notte ottimizzando così anche l’efficacia dei prodotti chimici. Questi articoli offrono quindi risultati significativamente migliori rispetto a tutti gli altri sistemi di pulizia delle piscine.

Diversi modelli di pulitori sono visibili e acquistabili su: Macchiashop.it

Elettrolisi al Sale Trattamento per Piscine

Principi di Base dell’Elettrolisi

Il trattamento di pulizia delle piscina per mezzo dell’elettrolisi del sale è un sistema di disinfezione che si basa sul cloro. Non si tratta però di un sistema alternativo alla clorazione, ma di un modo diverso per produrre il cloro stesso. In poche parole la disinfezione rimane quella classica, ma la produzione di cloro si ottiene attraverso un procedimento chimico particolare chiamato scissione in cui la molecola di cloruro di sodio (il sale) si divide in acido ipocloroso, ovvero l’agente disinfettante, ed altri sottoprodotti.

Funzionamento dell’Elettrolisi

Come funziona l’elettrolisi al sale? Il principio di funzionamento è piuttosto semplice: la molecola di sale viene scissa attraverso il passaggio dell’acqua salata all’interno di un campo magnetico che è composto da un anodo e un catodo, in questo modo si produce una nuova sostanza definita acido ipocloroso e cloro gas, sostanza che si perderà in gran parte irrimediabilmente. L’acido ipocloroso che si ottiene da questa reazione chimica agisce come agente disinfe
ttante all’interno dell’acqua della piscina, ed è lo stesso composto che si ricava dall’utilizzo del tricloro o dicloro.
Purché questo sistema funzioni è necessario che nell’acqua della vasca sia presente cloruro di sodio in unelettrolisi-piscinaa concentrazione compresa fra i 3 e i 6 grammi/litro ma questo valore cambia a seconda di quale clorinatore al sale utilizzate, e che questa concentrazione sia mantenuta aggiungendo sale periodicamente e verificandola ogni volta che si immette acqua nuova, a seguito di controlavaggi del filtro o a parziali svuotamenti della piscina.
Anche se la concentrazione di sale è limitata e minore rispetto all’acqua del mare (circa 25-35 grammi/litro) risulta comunque in grado di provocare danni nel corso del tempo sui componenti della piscina come pompe, filtri e scale; quindi sarà necessario pensare se si vorrà utilizzare il sistema dell’elettrolisi del sale se utilizzare componenti adatti oppure prepararsi ad una usura più accentuata degli accessori.

Il Clorinatore al Sale

Questo apparecchio che permette il processo elettrolitico all’interno della piscina è composto da un contenitore nel quale sono inserite un anodo e un catodo che alimentati elettricamente creeranno un campo magnetico. L’acqua salata passando attraverso questo campo si divide e forma acido ipocloroso, il principale agente ossidante e disinfettante dell’acqua, e cloro gassoso, che ha poca capacità ossidativa e in gran parte si disperde. Questo passaggio viene controllato da una centralina elettronica sofisticata, che si occupa di leggere attraverso un sensore la concentrazione di cloruro di sodio e di indicare se vi sono carenze, inoltre verifica il corretto funzionamento delelettrolisi-clorinatore-sale e avverte se è necessario fare della manutenzione.
Mantenendo un valore stabile di pH (tra 7,2 e 7,6) nella nostra piscina, avremo una produzione abbastanza bassa di agente disinfettante, questo perché solo in presenza di pH molto elevati (12 14) si avrebbe una buona produzione di acido ipocloroso, ma comunque con questi valori sarebbe impossibile la
balneazione.
La produzione di acido ipocloroso è costante perciò questo sistema è consigliato particolarmente per piscine che abbiano un carico di inquinamento organico costante, e si sconsiglia l’uso su piscine pubbliche o semipubbliche, perché necessita di continui aggiustamenti manuali con prodotti chimici dovuta alla presenza di numerosi bagnanti.
C’è inoltre la necessità di un costante controllo e regolazione del pH, perché l’elettrolisi tende a aumentare in modo considerevole il suo valore. Per questa ragione abbinato al clorinatore al cloro troviamo un dosatore di pH che funziona in continuo.
Utilizzando questa apparecchiatura viene ridotto il consumo di prodotti clorati standard, ma si corre il rischio di non avere una sufficiente disinfezione.
In termini economici non ci sono risparmi particolari rispetto ad un classico trattamento a base di cloro, però si ha una produzione costante di cloro anche se in quantità più basse.
Sul mercato sono disponibili diversi modelli di apparecchi per l’elettrolisi, ed i prezzi possono variare molto fra di loro. Queste differenze nascono principalmente dalla qualità delle celle elettrolitiche e dalla garanzia di durata che offrono, dal fatto che alcuni modelli prevedono una pulizia delle celle in automatico oppure dal controllo elettronico che offrono, indicando guasti o anomalie che permettono interventi di manutenzione.
Se siete in presenza di acque dure la soluzione migliore sono le celle autopulenti, che danno la migliore garanzia di un buon funzionamento. Un secondo parametro per la scelta è la dimensione delle celle stesse, va ricordato che a prezzo basso equivalgono celle piccole e quindi rendimenti scadenti. La durata di una cella elettrolitica può variare dai 3 ai 5 anni, la cui durata effettiva dipende dalle caratteristiche dell’acqua e dal corretto uso dell’apparecchio.
I clorinatori sono forniti di sonde di controllo, ovvero strumenti che misurano la concentrazione di sale e il valore di pH che danno valori affidabili e precisi. Devono essere regolarmente controllate, pulite e tarate e hanno una durata che non supera i 2-3 anni.

Vantaggi e Svantaggi dell’Elettrolisi al Sale

Vantaggi:

  • minore concentrazione di cloro in acqua
  • disinfezione automatica e continua;
  • buon comfort per i bagnanti;
  • eliminazione del problema dell’accumulo di acido isocianurico;
  • eliminazione del rischio di eccessivo dosaggio di disinfettante;
  • nessun prodotto a contatto (negli skimmer) con l’acqua.

Svantaggi:

  • occorre salare l’acqua;
  • concentrazione di cloro costante e necessità di aggiunte manuali per esigenze maggiori;
  • necessità di filtri più grandi e accessori adatti a resistere alla salinità;
  • necessità di continua regolazione di pH;
  • maggiore manutenzione in piscine rivestite in piastrelle o mosaico;
  • necessità di effettuare comunque clorazioni shock;
  • necessità di sostituzione delle celle periodicamente.

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